sabato 25 febbraio 2012

Daybreakers

Anno 2019.  Sulla terra il 95% della popolazione mondiale è composta da vampiri, il 5% da esseri umani. Il problema qual è? Il sangue a disposizione dei vampiri – che tengono gli umani rinchiusi in fattorie come se fossero animali da allevamento – sta per finire, e le scorte basteranno per un solo mese.
Da qui nasce il film Daybreakers – L’ultimo vampiro, un mondo stravolto e adattato a creature della notte che si sono adeguate e ora lavorano, continuano a fare i pendolari ogni giorno e fanno la fila da Starbucks per una tazza di caffé miscelata con un po’ di sangue. Quindi niente castelli o regge o grotte lugubre e umide, ma città brulicanti di vita – anche se questo non è proprio il termine giusto.
poster_DAYBREAKERSDegli scienziati sono alla ricerca di un surrogato del sangue e tra questi vi è Edward Dalton (Ethan Hawke), un vampiro con forti risentimenti, che si rifiuta di bere sangue e che non apprezza il lavoro svolto dalla sua azienda, e cioè catturare gli ultimi umani restanti e “mungerli”.
Edward, un giorno, in un incidente d’auto, dà protezione a degli umani, e incontra Audrey Bennett (Claudia Karvan) che lo esorta a trovare una soluzione gradita sia agli umani che a i vampiri. Lei lo condurrà in un rifugio per gli ultimi “vivi” rimasti e lo presenterà all’Uomo con la balestra alias Elvis (William Dafoe), una persona che sa il fatto suo.
Il film colpisce sin dall’inizio con scene forti: bambini che non invecchiano esteriormente, ma che interiormente sono ormai adulti. Essi, intrappolati in corpi di scolaretti delle elementari, fumano, squadrano “i grandi” e provano sentimenti talmente intensi che li portano a decisioni drastiche.
Poi si passa alla discriminazione tra ricchi e poveri, e quest’ultimi, come sempre accade, non hanno denaro a sufficienza per potersi permettere il loro sostentamento e quindi iniziano ad abbeverarsi dal sangue di altri vampiri o a non berlo affatto, e le conseguenze sono che piano piano subiscono un mutamento e si trasformano in orrende creature incapaci di pensare razionalmente.
E infine il cerchio si chiude con la lotta per la sopravvivenza. Chi è in cima alla catena alimentare dispone degli altri come preferisce.
Quando entrerete in sala non aspettatevi trucchetti, ipervelocità, trasformazioni e altre “prodezze” affibbiate a i vampiri nei recenti film, i fratelli Spiering, usando parole loro, con Daybreakers «ribaltano tutte le prospettive del genere, senza però rinnegarne le regole».
Daybreakers è emozionante, fa riflettere, e ci dimostra che anche senza un budget elevato si possono creare dei piccoli capolavori.

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