Nicholas
Sparks è uno di quegli scrittori che hanno la fortuna di vedere i
propri romanzi trasformati in film che con un budget ristretto incassano
milioni e milioni di dollari ai botteghini di tutto il mondo. Per “The
last song” le cose non sono andate diversamente: costato 20 milioni ne
ha incassati 55 nei soli USA, ai quali vanno aggiunti gli incassi che
stanno per arrivare da tutto il mondo.
Tutto è iniziato da una conversazione con la produttrice Jennifer Gibgot (17 again, Step Up) che chiedeva a Sparks se avesse un libro adatto a dimostrare le capacità drammatiche di Miley Cyrus (Hannah Montana). Lui non l’aveva, ma in cinque-sei settimane ci ha pensato un po’ e infine ha ottenuto una storia. A quel punto i tempi si restringevano così ha messo da parte l’idea del romanzo – che ha comunque terminato tempo dopo – e si è concentrato sulla sceneggiatura, così per la prima volta ha invertito i tempi e film e libro sono usciti nello stesso anno.
“The last song” è ambientato in una cittadina affacciata sull’oceano
dove un padre (Greg Kinnear) cerca di ristabilire il rapporto con i suoi
figli, Ronnie (Miley Cyrus) e Jonah (Bobby Coleman) appena arrivati da
New York per trascorrere le vacanze estive con lui. Ronnie è la figlia
ribelle e dal primo istante cerca di fregarsene delle regole, Jonah è un
bambino sveglio: capisce che l’occasione di conoscere suo padre è
paragonabile a niente al mondo, e a quel punto tenta di farglielo capire
anche alla sorella che però non vuol sentir ragioni e che, per
protesta, da quando i genitori hanno divorziato ha smesso di suonare il
pianoforte, strumento che le aveva insegnato a suonare il padre e che
l’aveva fatto riconoscere a livello nazionale sin da bambina.
Gli amanti del mare ameranno questo film per lo splendido panorama che c’è da contorno: infatti è stato girato su un’isoletta della Georgia (USA) di 4000 abitanti chiamata Tybee dove le spiagge sono piene di dunette e le tartarughe nascono e vanno verso il mare ogni anno.
Colpisce la recitazione di Bobby Coleman, un bambino di 12 anni che avrà un futuro incredibile! Lascia un po’ interdetti quella della protagonista, Miley Cyrus, che probabilmente non siamo abituati a vedere in ruoli simili e perciò difficile da giudicare senza perplessità. Comunque sia, a suo favore, si può dire che è una delle poche attrici che sullo scherzo non sembra una bambola di carne ma una persona vera. Il candidato all’Oscar Greg Kinnear, nel ruolo di Steve Miller, il padre di Ronnie e Jonah, con una recitazione studiata e precisa lascia un forte impatto negli occhi delle spettatore, ma la moglie – quella cinematografica – Kelly Preston, alterna dei momenti sufficienti ad altri dove sembra letteralmente falsa e non adatta al ruolo. Ma nel complesso il film è godibile, adatto a tutti, e ci lascia qualcosa a cui pensare.
Titolo: The last song
Regia: Julie Anne Robinson
Cast: Miley Cyrus, Bobby Coleman, Greg Kinnear
Data d’uscita: 30 aprile 2010
Distribuzione: Walt Disney Studios
Tutto è iniziato da una conversazione con la produttrice Jennifer Gibgot (17 again, Step Up) che chiedeva a Sparks se avesse un libro adatto a dimostrare le capacità drammatiche di Miley Cyrus (Hannah Montana). Lui non l’aveva, ma in cinque-sei settimane ci ha pensato un po’ e infine ha ottenuto una storia. A quel punto i tempi si restringevano così ha messo da parte l’idea del romanzo – che ha comunque terminato tempo dopo – e si è concentrato sulla sceneggiatura, così per la prima volta ha invertito i tempi e film e libro sono usciti nello stesso anno.
Gli amanti del mare ameranno questo film per lo splendido panorama che c’è da contorno: infatti è stato girato su un’isoletta della Georgia (USA) di 4000 abitanti chiamata Tybee dove le spiagge sono piene di dunette e le tartarughe nascono e vanno verso il mare ogni anno.
Colpisce la recitazione di Bobby Coleman, un bambino di 12 anni che avrà un futuro incredibile! Lascia un po’ interdetti quella della protagonista, Miley Cyrus, che probabilmente non siamo abituati a vedere in ruoli simili e perciò difficile da giudicare senza perplessità. Comunque sia, a suo favore, si può dire che è una delle poche attrici che sullo scherzo non sembra una bambola di carne ma una persona vera. Il candidato all’Oscar Greg Kinnear, nel ruolo di Steve Miller, il padre di Ronnie e Jonah, con una recitazione studiata e precisa lascia un forte impatto negli occhi delle spettatore, ma la moglie – quella cinematografica – Kelly Preston, alterna dei momenti sufficienti ad altri dove sembra letteralmente falsa e non adatta al ruolo. Ma nel complesso il film è godibile, adatto a tutti, e ci lascia qualcosa a cui pensare.
Titolo: The last song
Regia: Julie Anne Robinson
Cast: Miley Cyrus, Bobby Coleman, Greg Kinnear
Data d’uscita: 30 aprile 2010
Distribuzione: Walt Disney Studios





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