sabato 25 febbraio 2012

Hanna

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Si aprano i sipari: una ragazza addestrata ad uccidere e scuoiare animali come se fosse la cosa più semplice del mondo sta per arrivare nei cinema nostrani. Lei è pronta, addestrata alle arti marziali e alla sopravvivenza in una terra gelida come quella finlandese.
Hanna, come dice la locandina, è giovane, dolce, innocente e letale, però lei non lo sa. L’unico mondo che conosce è la foresta innevata in cui vive. Della città e del mondo esterno ne ha solo sentito parlare: ogni tanto un racconto del padre, un libro dei fratelli Grimm o un’enciclopedia grazie alla quale prova a capire il significato di “musica”, una cosa che proprio non le è mai capitato di ascoltare. Tutto tranquillo sino al giorno in cui il padre, interpretato da Eric Bana, decide che Hanna (Saoirse Ronan) può fare quella scelta che le sconvolgerà la vita: andarsene dalla foresta. Così Hanna schiaccerà il pulsante di una trasmittente, il padre fuggirà, e lei si ritroverà circondata da agenti della CIA che la cattureranno portandola in un luogo sconosciuto.
Hanna è un film emozionante che, come ha ricordato Eric Bana in un’intervista, non ricorda nulla di già visto, è una storia unica nel suo genere. Ogni momento, a partire dalla scoperta graduale che Hanna fa del mondo, fa aprire gli occhi allo spettatore su cose ed eventi che solitamente si danno per scontate. Inoltre per lei uccidere è solo questione di sopravvivenza, una normale routine che riporta gli uomini alla preistoria, dove le regole delle società civile avrebbero, di sicuro, fatto un buco nell’acqua.
Joe Wright, regista che se potesse consacrerebbe un tempio a David Lynch, ha finalmente realizzato il film dei suoi sogni, un’opera reale ma con «l’estetica della fiaba» dice Cate Blanchett, l’attrice originaria di Melbourne (Australia), che in questa pellicola veste i panni della “strega cattiva”, vestita di verde e con i capelli rossi. Per Joe Wright questo è il secondo film con Saoirse Ronan, l’ultima volta l’aveva diretta quattro anni fa, quando la ragazza allora tredicenne era stata candidata all’Oscar come Miglior Attrice Non Protagonista! E negli ultimi anni i due sono diventanti molto più noti al pubblico mondiale, infatti lui ha diretto Il solistacon Jamie FoxxRobert Downey Jr e lei è stata la protagonista di The lovely bones (Amabili resti, in Italia), film tratto dall’omonimo romanzo di Alice Sebold e diretto da Peter Jackson.
Saoirse Ronan per prepararsi a questo lungometraggio è stata affidata per sei settimane, dalla mattina alla sera, al noto coreografo di combattimenti Jeff Imada, che l’ha istruita al Wing Chun, un’arte marziale che insegna a sfruttare la forza degli altri e da ciò è risultato che le scene d’azione sembrano estremamente reali, una grande soddisfazione per gli occhi e la mente dello spettatore. Un altro aspetto interessante è che tutte le scene (sia quelle da interno che quelle da esterno) sono state girate esattamente nei luoghi inquadrati. Dall’ultimo avamposto marocchino prima del deserto, all’unico club di “sesso dal vivo” rimasto in Germania, sesso che non viene mostrato agli spettatori. Lo stesso Eric Bana si è detto sorpreso, e in maniera positiva, che avessero girato dal vivo un’inquadratura di cinque secondi al massimo dove lui riemerge dall’acqua del mare.
Si chiudono i sipari: è ora di lasciar perdere questa recensione e di andare a vedere Hanna, e magari, durante il tragitto in macchina, vi farà piacere ascoltare i The Chemical Brothers che hanno composto la colonna sonora di questa pellicola.

Regia: Joe Wright
Sceneggiatura: Joe Wright, Joe Penhall, David Farr, Seth Lochhead
Interpreti: Saoirse Ronan, Eric Bana, Cate Blanchett, Niels Arestrup, Olivia WilliamsTom HollanderJason Flemyng
Durata: 111?
Produzione: USA, Gran Bretagna, Marocco, Germania, Finlandia
Distribuzione: Sony Pictures, 12 agosto 2011

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