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lunedì 2 aprile 2012

The Raven

È difficile dire se la alte aspettative siano stata la rovina di questo film, ma il sentore di qualcosa che non andava ce lo avremmo dovuto avere quando sia Jeremy Renner che Ewan McGregor rifiutarono i due ruoli principali di The Raven. Bisogna però dire che John Cusack e Luke Evans non hanno recitato male, anzi, si sono applicati più che discretamente a un prodotto che pecca in diversi punti.
All’inizio del film osserviamo il celebre scrittore  Edgar Allan Poe seduto su una panchina in un parco di Baltimora e allo stesso tempo ci viene annunciata la sua imminente morte. Poi si torna indietro di qualche giorno, gli ultimi di vita di Poe, quelli di cui non si sa nulla e lì inizia veramente la pellicola. Lo scrittore non ha un soldo, sembra indebitato con tutti e mentre viene sbattuto fuori da un pub, qualcuno commette un duplice omicidio utilizzando gli stessi stratagemmi di un suo racconto. Poe, ignorando tutto ciò, continua invece le sue dichiarazioni d’amore alla bella Emily, il cui padre non vuole proprio lasciare andare. Nel frattempo l’ispettore di polizia riversa tutti i suoi sospetti verso Edgard, e così ci sono tutte le premesse per una grande storia. Premesse che poi però non verranno rispettate.
Nel mondo del cinema le carni sacrificali sono quelle degli sceneggiatori: quando il prodotto va bene è sempre merito del regista e degli attori, quando il prodotto va male la colpa va sempre a loro. Purtroppo è difficile puntare l’indice altrimenti e ci si chiede come diavolo non siano riusciti ad affrontare una splendida idea (quella di un tizio che commetteva omicidi identici ai racconti di Poe) senza dargli spessore. Però forse, almeno in questo caso, la colpa è del regista, che dopo esser stato assistente nella saga di  Matrix e soprattutto dove aver raggiunto il successo con V per Vendetta, non è riuscito a combinare delle idee interessanti per formare un prodotto che non lasci perplessi. Bisogna dirlo: The Raven scorre, scorre bene, solo che non si riesce ad uscire dalla sala soddisfatti e questa è la sua più grande rovina.
Edgard Allan Poe anche questa volta non è riuscito a trovare nessuno in grado di trasferire su pellicola in maniere decente i suoi racconti, l’unica cosa che sono riusciti a fare è rinnovare la sua fama, e probabilmente per lui è meglio così. Meglio leggerlo che vederlo.


The Raven
Regia: James McTeigue
Sceneggiatura: Ben Livingston, Hannah Shakespeare
Interpreti: John Cusack, Alice Eve, Luke Evans, Brendan Gleeson, Kevin McNally, Pam Ferris, Dave Legeno, Brendan Coyle, Oliver Jackson-Cohen, Jimmy Yuill, Sam Hazeldine
Durata: 109′
Produzione: USA, Serbia, Ungheria – 2011
Distribuzione: Eagle Pictures, 23 marzo 2012

lunedì 27 febbraio 2012

ATM – Trappola mortale

Uccidere una persona è semplice. Sono fragili, gli umani, un colpo ben assestato e la vita se ne va per sempre, senza pudore, senza occasione di pentirsi e nemmeno il tempo di pensarci. Addio, per sempre. È davvero facile uccidere, purtroppo. È routine, uccidere o essere uccisi, lo è dall’alba dei tempi; ma non bisogna ricordare che gli umani si differenziano dagli animali per il pensiero. Uccidere una persona è semplice. Pensare d’aver ucciso qualcuno non deve essere facile, ma, a quanto, pare, c’è chi prova quel perverso gusto ad uccidere. C’è chi non può farne a meno e inoltre ha bisogno di vederti soffrire, e questo è il caso dell’antagonista di questa storia.
L’80% del film si svolge all’interno di un box ATM (da noi meglio come “punto bancomat”) che si trova al centro di un immenso parcheggio. I tre protagonisti del film, due ragazzi sotto i 30 e una ragazza sui 25, una volta entrati in questo box, trovono un’oscusa figura a bloccare l’uscita, un uomo minaccioso che li aspetta ma che non osa avvicinarsi. Non sapendo cosa fare, i ragazzi rimangono interdetti a guardarlo e in pensieri che intercorrono suonano come: “Sarà davvero pericoloso? Che sta facendo lì?”, e la risposta non tarda ad attendere, che un uomo di passaggio viene ucciso violentemente. Come faranno ad uscire?
Dallo stesso sceneggiatore del claustrofobico Buried – Sepolto, Chris Sparling, ATM è un film di genere che sotto certi aspetti ricorda Frozen, pellicola uscita lo scorso anno in sordina dove dei ragazzi rimanevano bloccati su una seggiovia a diversi metri d’altezza. La differenza principale tra le due pellicole è che in Frozen l’uomo lottava contro la natura, in ATM l’uomo lotta contro l’uomo, e gli umani quando vogliono essere spietati tendono ad avere pensieri molto più perversi e sadici di quanto la natura sia in grado di fare.
Girato in 20 giorni, di cui 18 passati all’interno del bancomat e 7 di essi utilizzati per “la scena dell’acqua” (è visibile nel trailer, non faccio spoiler eclatanti), ATM ha messo alla prova i nervi dei tre protagonisti costretti a girare giorno e notte in un spazio ristretto. Alla fine Brian Geraghty, che interpreta David, ha commentato: “Pur essendo una grande opportunità quella di poter girare tutti i giorni, lavorare in questo modo dà un forte elemento di freddezza e disagio”.
Questo lungometraggio in Italia viene distribuito in sole 60 sale (contro le 200-500 dei blockbuster), e poi uscirà in copie limitate ad aprile negli USA. Se siete amanti del thriller/horror, se apprezzate le pellicole di nicchia costruite con budget ristretti – potremmo dire “all’italiana” -, allora questo è il film che fa per voi.

ATM – Trappola mortale
ATM
Regia: David Brooks
Sceneggiatura: Chris Sparling
Interpreti: Alice EveJosh PeckBrian Geraghty
Durata: 110′
Produzione: USA, Canada, 2011
Distribuzione: M2  Pictures, 17 febbraio 2012

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