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sabato 25 febbraio 2012

Priest

Compra: dvd o bluray.
In un mondo dove i sacerdoti sono gli unici in grado di combattere degli esseri, che sono un miscuglio tra i gli alien di Alien vs Predator e i vampiri non romantici di un qualsiasi film prima dell’era Twilight, la pace sembra ripristinata. Questo si capisce dai primi minuti di film. Quindi, i preti, non più utili alla chiesa, vengono relegati  insieme alla feccia della società: la chiesa vieta loro l’esercizio delle loro abilità, e l’evidente tatuaggio a forma di croce, che portano sulla fronte, fa allontanare qualsiasi possibilità in ambito lavorativo. Tra i sacerdoti che non hanno più uno scopo nella vita vi è Ivan Isaacs (Paul Bettany) al quale viene ucciso il fratello, la cognata, e gli viene rapita la nipote. Dopo una indagine preliminare, Ivan capisce che i vampiri-mostri sono tornati, lo riferisce alla chiesa, ma non viene creduto e così, nonostante resta fedele a Dio, rompe il giuramento da sacerdote e parte alla ricerca della nipote.
Per quanto la trama possa risultare interessante, anche perché è stata più o meno tratta dal famoso e omonimo fumetto coreano, il film diviene poco a poco banale, sino a che il folle inseguimento nel vuoto e piatto deserto inizia a snervare. Usciti dalla sala il film viene presto dimenticato e, se non è questo il caso, si inizia a pensare come mai si è sprecato gran parte del budget in un 3D che a tratti risulta assolutamente non necessario, come le riprese sulle moto, o che utilizzando gli occhialetti per vedersi questo lungometraggio si va a perdere la bellezza del colore bianco che fa da sfondo a tutta la pellicola, poiché le lenti indossate lo scuriscono portandolo a un grigio o un color panna simile a quello delle vecchie abitazioni al centro delle medine marocchine.
Un altro dubbio che sorge quasi immediatamente riguarda i personaggi – non la recitazione degli attori, che soddisfa gli standard odierni -, piuttosto le loro storie e le loro motivazioni. Insomma, allo spettatore viene servito un piatto freddo e condito male, ad esempio non si capisce come mai succedano taluni eventi. Fortuna che una bottiglia d’acqua ripara la situazione e fa scivolare via il cibo rimasto bloccato in gola. Nella sala accanto un cameriere potrebbe servire un pasto migliore, forse.

Priest
Regia: Scott Stewart
Sceneggiatura: Cory Goodman
Interpreti: Paul Bettany, Cam Gigandet, Maggie Q, Karl Urban, Lily Collins, Stephen Moyer, Mädchen Amick, Christopher Plummer
Durata: 87?
Produzione: USA, 2010
Distribuzione: Sony Pictures, 15 giugno 2011

The last station

Premessa d’obbligo: non è necessario aver letto i libri di Tolstoj se si vuole andare a vedere un film che parla dell’ultimo tratto della sua vita, ma, se lo si ha fatto, allora è possibile trovare numero citazioni, cosa che crea piacere indipendentemente dalla godibilità o meno della pellicola.
locandinapg3Ora andiamo con ordine, partiamo dalla trama: nel 1908 Lev Tolstoj è il romanziere più famoso  d’Europa e ha un cospicuo numero di seguaci che, dopo aver letto i suoi romanzi, hanno creato la dottrina dei tolstoniani, i cui punti principali sono l’austerità e il pacifismo, regolata dall’unica cosa che tutte le religioni hanno in comune: l’amore. A capo di questo culto c’è l’intellettuale Vladimir Chertkov che, costretto agli arresti domiciliari, affida a un fedele giovane, Valentin Bulgakov, il compito di assistere personalmente Tolstoj e di spiare sua moglie, la contessa Sofja.
Proprio da qui nasce la splendida idea del regista Michael Hoffman – che alla fiera di Francoforte ha vinto anche il premio per la miglior sceneggiatura  -, e cioè di incentrare un film sulla vita di Tolstoj su un personaggio che si potrebbe ritenere marginale e poco interessante come Valentin che, durante tutto il lungometraggio, è costretto a combattere sé stesso a causa della devozione per lo scrittore e dell’amore della sua vita, Macha, una ragazza ribelle ma comunque seguace del movimento tolstoniano.
Se non avete ancora idea del perché andare a vedere questo film, passiamo ai fatti: l’interpretazione di Helen Mirren e Christopher Plummer è magistrale, infatti entrambi sono stati nominati agli Oscar, ai Golden Globe, e Sofja ha pure vinto il premio per la migliore interpretazione al Festival Internazionale del Film di Roma; non di meno è stata la recitazione James McAvoy nel ruolo di Valentin, presente in quasi ogni scena, ma mai di troppo.
Titolo: The last station
Regia: Michael Hoffman
Sceneggiatura: Michael Hoffman tratta dal romanzo L’ultima stazione – Il romanzo degli ultimi giorni di Tolstoj (Bompiani) scritto da Jay Parini.
Cast: Christopher Plummer, Helen Mirren, James McAvoy, Paul Giamatti.
Distribuzione: Sony Pictures
Data d’uscita: 28 maggio 2010

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