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sabato 25 febbraio 2012

Il debito

L’ossessione americana per i remake è pari solo alla loro ignoranza per quanto riguarda la storia antecedente Cristoforo Colombo. Anche questa volta, piuttosto che cercare una sceneggiatura originale o, come ormai spesso accade, un romanzo, sono andati a pescare un film nel vecchio continente, una pellicola israeliana per l’esattezza, e il risultato è stato piuttosto traballante, come una bilancia che prende in giro l’uomo che ci sale facendo oscillare la lancetta tra il peso forma e il sovrappeso.
Il debito è uno di quei lungometraggi che tenta una delle strade più difficili per tenere viva e appagata la mente dello spettatore: l’intero film è pieno di flashback e tutta la pellicola è pianificata per percorrere la vita dei tre protagonisti con un’alternanza di passato e presente difficile da digerire al primo impatto, soprattutto perché a tratti una storia prende in maniera decisa il sopravvento sull’altra, che va a finire nei recessi della mente per poi essere ripescata con un cambio di scena un attimo prima che lo spettatore perda la concentrazione. Insomma, un gioco richioso.
La bravura degli attori si fa notare soprattutto nei momenti morti, o di transizione, che grazie alla loro recitazione riescono a mascherare. Sei protagonisti, degli agenti segreti israeliani, e un antagonista, il chirurgo di Birkenau che faceva esperimenti sull’uomo durante la seconda guerra mondiale e che adesso fa il ginecologo. Lui, interpretato da Jesper Christensen, è il debito, il prezzo che i tre devono pagare. Ed è proprio su questa faccenda che ruota tutta la pellicola, o quasi, perché un triangolo amoroso non manca in alcun film.
John Madden, regista candidato all’Oscar con Shakespeare in Love, con Il debito porta a riflettere su tutti i pesi che abbiamo sulla coscienza, sulle bugie che nel corso degli anni si sono propagate sino a sostituire la realtà e su tutte le faccende irrisolte. Nessuno si aspetta di diventare come Casper, ma un dramma lungo una vita è difficile da augurare anche al peggior nemico.

Il debito
The Debt
Regia: John Madden
Sceneggiatura: Matthew Vaughn, Jane Goldman,Peter Straughan
Interpreti: Helen Mirren, Ciarán Hinds, Jessica Chastain, Marton Csokas, Sam Worthington, Tom Wilkinson, Jesper Christensen, Romi Aboulafia, Nitzan Sharron
Durata: 114?
Produzione: USA, 2011
Distribuzione: Universal Pictures, 16 settembre 2011
Remake di HaHow, un film di Assaf Bernstein, 2007
Sito italiano

The last station

Premessa d’obbligo: non è necessario aver letto i libri di Tolstoj se si vuole andare a vedere un film che parla dell’ultimo tratto della sua vita, ma, se lo si ha fatto, allora è possibile trovare numero citazioni, cosa che crea piacere indipendentemente dalla godibilità o meno della pellicola.
locandinapg3Ora andiamo con ordine, partiamo dalla trama: nel 1908 Lev Tolstoj è il romanziere più famoso  d’Europa e ha un cospicuo numero di seguaci che, dopo aver letto i suoi romanzi, hanno creato la dottrina dei tolstoniani, i cui punti principali sono l’austerità e il pacifismo, regolata dall’unica cosa che tutte le religioni hanno in comune: l’amore. A capo di questo culto c’è l’intellettuale Vladimir Chertkov che, costretto agli arresti domiciliari, affida a un fedele giovane, Valentin Bulgakov, il compito di assistere personalmente Tolstoj e di spiare sua moglie, la contessa Sofja.
Proprio da qui nasce la splendida idea del regista Michael Hoffman – che alla fiera di Francoforte ha vinto anche il premio per la miglior sceneggiatura  -, e cioè di incentrare un film sulla vita di Tolstoj su un personaggio che si potrebbe ritenere marginale e poco interessante come Valentin che, durante tutto il lungometraggio, è costretto a combattere sé stesso a causa della devozione per lo scrittore e dell’amore della sua vita, Macha, una ragazza ribelle ma comunque seguace del movimento tolstoniano.
Se non avete ancora idea del perché andare a vedere questo film, passiamo ai fatti: l’interpretazione di Helen Mirren e Christopher Plummer è magistrale, infatti entrambi sono stati nominati agli Oscar, ai Golden Globe, e Sofja ha pure vinto il premio per la migliore interpretazione al Festival Internazionale del Film di Roma; non di meno è stata la recitazione James McAvoy nel ruolo di Valentin, presente in quasi ogni scena, ma mai di troppo.
Titolo: The last station
Regia: Michael Hoffman
Sceneggiatura: Michael Hoffman tratta dal romanzo L’ultima stazione – Il romanzo degli ultimi giorni di Tolstoj (Bompiani) scritto da Jay Parini.
Cast: Christopher Plummer, Helen Mirren, James McAvoy, Paul Giamatti.
Distribuzione: Sony Pictures
Data d’uscita: 28 maggio 2010

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