Premessa
d’obbligo: non è necessario aver letto i libri di Tolstoj se si vuole
andare a vedere un film che parla dell’ultimo tratto della sua vita, ma,
se lo si ha fatto, allora è possibile trovare numero citazioni, cosa
che crea piacere indipendentemente dalla godibilità o meno della
pellicola.
Ora andiamo con ordine, partiamo dalla trama: nel 1908 Lev Tolstoj è
il romanziere più famoso d’Europa e ha un cospicuo numero di seguaci
che, dopo aver letto i suoi romanzi, hanno creato la dottrina dei
tolstoniani, i cui punti principali sono l’austerità e il pacifismo,
regolata dall’unica cosa che tutte le religioni hanno in comune:
l’amore. A capo di questo culto c’è l’intellettuale Vladimir Chertkov
che, costretto agli arresti domiciliari, affida a un fedele giovane,
Valentin Bulgakov, il compito di assistere personalmente Tolstoj e di
spiare sua moglie, la contessa Sofja.
Proprio da qui nasce la splendida idea del regista Michael Hoffman – che alla fiera di Francoforte ha vinto anche il premio per la miglior sceneggiatura -, e cioè di incentrare un film sulla vita di Tolstoj su un personaggio che si potrebbe ritenere marginale e poco interessante come Valentin che, durante tutto il lungometraggio, è costretto a combattere sé stesso a causa della devozione per lo scrittore e dell’amore della sua vita, Macha, una ragazza ribelle ma comunque seguace del movimento tolstoniano.
Se non avete ancora idea del perché andare a vedere questo film, passiamo ai fatti: l’interpretazione di Helen Mirren e Christopher Plummer è magistrale, infatti entrambi sono stati nominati agli Oscar, ai Golden Globe, e Sofja ha pure vinto il premio per la migliore interpretazione al Festival Internazionale del Film di Roma; non di meno è stata la recitazione James McAvoy nel ruolo di Valentin, presente in quasi ogni scena, ma mai di troppo.
Titolo: The last station
Regia: Michael Hoffman
Sceneggiatura: Michael Hoffman tratta dal romanzo L’ultima stazione – Il romanzo degli ultimi giorni di Tolstoj (Bompiani) scritto da Jay Parini.
Cast: Christopher Plummer, Helen Mirren, James McAvoy, Paul Giamatti.
Distribuzione: Sony Pictures
Data d’uscita: 28 maggio 2010
Proprio da qui nasce la splendida idea del regista Michael Hoffman – che alla fiera di Francoforte ha vinto anche il premio per la miglior sceneggiatura -, e cioè di incentrare un film sulla vita di Tolstoj su un personaggio che si potrebbe ritenere marginale e poco interessante come Valentin che, durante tutto il lungometraggio, è costretto a combattere sé stesso a causa della devozione per lo scrittore e dell’amore della sua vita, Macha, una ragazza ribelle ma comunque seguace del movimento tolstoniano.
Se non avete ancora idea del perché andare a vedere questo film, passiamo ai fatti: l’interpretazione di Helen Mirren e Christopher Plummer è magistrale, infatti entrambi sono stati nominati agli Oscar, ai Golden Globe, e Sofja ha pure vinto il premio per la migliore interpretazione al Festival Internazionale del Film di Roma; non di meno è stata la recitazione James McAvoy nel ruolo di Valentin, presente in quasi ogni scena, ma mai di troppo.
Titolo: The last station
Regia: Michael Hoffman
Sceneggiatura: Michael Hoffman tratta dal romanzo L’ultima stazione – Il romanzo degli ultimi giorni di Tolstoj (Bompiani) scritto da Jay Parini.
Cast: Christopher Plummer, Helen Mirren, James McAvoy, Paul Giamatti.
Distribuzione: Sony Pictures
Data d’uscita: 28 maggio 2010





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